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Domenica 08 Luglio 2007 16:42

Roberto Fasoli, il più votato a Verona, “racconta” il Partito Democratico

 

Un torrente, di parole dette e scritte. Questo è Roberto Fasoli, mister- preferenze del Comune di Verona con le quasi 1.500 portate a casa, e pure dalla parte perdente. Perché lui stava con Zanotto, sta con il centrosinistra e soprattutto con il nascente Partito Democratico del quale da qualche tempo fa da levatrice, dopo un lunghissimo impegno sindacale nelle file della Cgil.

Politica, quindi, la mastica da decenni. Ora le deve fare in prima linea, tra i banchi dell’opposizione a palazzo Barbieri, di fronte ad un sindaco che ha con sé una maggioranza schiacciante (30 consiglieri a 16) e il vento in poppa fornito dal camion di voti che hanno seppellito il suo predecessore Paolo Zanotto e elevato lui, Flavio Tosi.

Come la farà, questa opposizione; come nascerà, questo Partito Democratico; cosa succederà, in questa città nei prossimi mesi? Lo abbiamo chiesto direttamente a Fasoli. Che non si candida ad essere il leader dell’opposizione (almeno consiliare), ma che certamente ha stoffa e motivazioni per primeggiare nell’eventuale, metaforica corsa.

Ama il basket: sport di squadra ma anche gioco in cui chi ha i numeri, li può mettere in mostra. Un po’ la sua idea di sinistra, se ci è dato di capire. Più una visione socialdemocratica del “tutti uguali alla partenza e poi ognuno faccia la sua strada”, che quella marxista del “tutti uguali alla partenza e pure all’arrivo”.

 

Pubblicato su "VERONA FEDELE" il 08/07/2007

 

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