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«Il quartiere Navigatori è il parcheggio della città» E-mail
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Lunedì 15 Febbraio 2010 00:00

SOSTA E POLEMICHE. Non sono stati disegnati gli stalli blu e chi lavora in Borgo Trento lascia l’auto a Ponte Catena

Il sovraffollamento è provocato dell’introduzione della sosta a pagamento nei quartieri vicini Nasce il comitato «pro residenti»

Nel quartiere Navigatori i residenti insorgono contro i problemi di parcheggio.

Parcheggi: ponte Catena sull’orlo di una crisi di nervi. «Il quartiere Navigatori è il parcheggio libero della città», ne sono convinti i residenti che da alcuni mesi, da quando il confinante quartiere di Borgo Trento è diventato un posteggio a pagamento dopo la realizzazione degli stalli blu, trovano in sosta sotto casa le auto di moltissimi impiegati e lavoratori del centro città. Come non bastasse, sostengono, anche i dipendenti della vicina Azienda Ospedaliera hanno trovato più comodo posteggiare il proprio mezzo nel quartiere da quando anche il loro parcheggio interno è in fase di riqualificazione.
La situazione è al limite ma quello che proprio non va giù a chi risiede a ponte Catena è di essere multato perchè obbligato a lasciare, per disperazione, la propria automobile fuori dagli spazi bianchi.
Se all’inizio il malcontento si era limitato a un confronto tra residenti, l’esasperazione è emersa quando fuori dalla chiesa dello Spirito Santo il circolo del Pd «Enzo Biagi» ha allestito uno stand per informare gli abitanti del quartiere della loro presa di posizione.

Il volantino oltre a illustrare le cause del sovraffollamento legate al piano sosta in borgo Trento e alla chiusura del parcheggio dipendenti dell’ospedale lancia una proposta, o meglio la richiesta: «serve una soluzione che consenta a tutti i residenti di parcheggiare, tanto più che la zona non ha sufficienti garage rispetto agli appartamenti esistenti».
Per gli esponenti del Pd della terza circoscrizione una possibile via d’uscita sarebbe realizzare degli stalli dedicati ai residenti, come quelli giallo blu che da alcuni mesi sono comparsi nei quartieri limitrofi al centro.
Al banchetto c’erano anche i consiglieri comunali all’opposizione, tra questi Roberto Uboldi, Roberto Fasoli, e per la Provincia era presente Lorenzo Dalai oltre al segretario provinciale del Pd Giandomenico Allegri.
E se da un parte la soluzione proposta poteva di primo acchito apparire buona, dopo un’attenta riflessione c’era chi si domandava perché pagare un posto auto sotto casa quando fino a poco tempo fa il quartiere era vivibile e tranquillo e soprattutto si trovava da parcheggiare.
Come è ormai consuetudine a ogni problema di quartiere corrisponde un comitato e anche per «questo caso» ne è sorto uno che ha ben chiaro il fatto di non volere nessuna connotazione politica, tanto più in un periodo così vicino alle elezioni regionali.
Di certo i residenti sono al limite della sopportazione e poco importa se a breve, a marzo, stando alle dichiarazioni del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, Sandro Caffi, per i dipendenti verrà aperto il parcheggio all’interno dell’ex caserma Quarta Ore, in via Da Vico. E non sono rassicurati nemmeno dall’apertura di un’area sosta a Forte Procolo.
«Non credo che una passerella sull’Adige per i dipendenti agevolerà l’utilizzo di questo nuovo piano della sosta», assicuravano alcuni residenti all’uscita dalla chiesa.
Sotto accusa c’è finito anche il troppo consumismo, il fatto che per ogni famiglia oggi ci siano come minimo due automobili.
«È un quartiere che nonostante invecchi è sempre in crescita», hanno fatto notare altri. E di questo anche gli esponenti del Pd cittadino ne sono consci. «I residenti del quartiere Navigatori sono circa 9 mila», ha sottolineato Giovanni de Biasi, consigliere di circoscrizione.
Ma quel che tollerano a malapena è il fatto che tutto ciò sta stravolgendo il modo di vivere al quale erano abituati. «Prima potevamo fermarci in pasticceria, ora non è nemmeno pensabile arrivarci in auto, magari per una sosta prima di entrare a casa. Anche per andare in Posta è un problema». «In un solo giorno io e mia figlia abbiamo preso una multa a testa», racconta una signora, «dopo aver cercato invano parcheggio in via Moncenisio (una delle vie più interne del quartiere, ndr), ho lasciato l’auto a pochi metri dalla curva».
La stessa situazione la vivono coloro che risiedono sul lungadige catena. «Alle 17 ho girato come una pazza per riuscire a trovare un posto. Dopo mezz’ora ho parcheggiato in una via lontana dalla mia e con le borse della spesa l’ho fatta a piedi fino a casa», ha aggiunto una casalinga. A.Z.

Pubblicato su "L'Arena" Lunedì 15 Febbraio 2010 CRONACA Pagina 13

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