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«Determinanti i voti veronesi» E-mail
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Domenica 24 Gennaio 2010 00:00

LE REAZIONI IN CITTÀ. Soddisfazione di parlamentari, consiglieri regionali e comunali

Dal Moro: «Deciso senza ordini da Roma o da Arcore». Bonfante: «Così apriamo a nuovi mondi»

 

Sono improntati alla soddisfazione, dopo l’esito del voto nella direzione di Vicenza, i commenti degli esponenti veronesi del Pd. «Questa», afferma il deputato Giampaolo Fogliardi «è la reale risposta alla candidatura di Zaia nel centrodestra e per il partito è un passaggio storico perché garantisce l’aggancio con il mondo delle piccole e medie imprese, degli artigiani e dei commercianti che Bortolussi rappresenta. Questa svolta apre e rende competitiva la campagna elettorale». È soddisfatto Franco Bonfante, consigliere regionale uscente: «La scelta è stata fra due candidati forti: a Montebelluna Laura Puppato per due volte ha sconfitto la Lega e gode di grande prestigio, ma Bortolussi è un candidato fuori dagli schemi e con il suo centro studi della Cgia di Mestre ha stabilito un rapporto particolare con un tessuto produttivo e mondi diversi da quelli che tradizionalmente ci sono vicini; i veronesi sono stati determinanti in questa scelta».

 Roberto Fasoli, consigliere comunale a Palazzo Barbieri, è stato uno dei fautori del documento, approvato all’unanimità prima del voto, che impegna tutto il partito ad appoggiare il vincitore del «ballottaggio» chiunque sia.

  «Affidarsi al voto segreto non è un dramma, ma una prova di democrazia quando non ci sono spazi per una sintesi condivisa. Ora tutti dobbiamo guardare all’interesse generale e lavorare per impedire che il Veneto sia consegnato alla Lega». C’è il rammarico per la mancata intesa con l’Udc: «Loro mirano a catalizzare voti per sé, avevano posto condizioni inaccettabili». Per Giandomenico Allegri, segretario provinciale del Pd, «con Bortolussi si affronteranno temi centrali della proposta politica del Pd per il Veneto». Per Gianni Dal Moro, deputato e membro della segreteria nazionale del Pd «Bortolussi candidato, spero, di tutto il centrosinistra, rappresenta una svolta. A differenza del centrodestra il Pd federale si riunisce, due tre volte, e con il voto dei suoi dirigenti sceglie, senza ordini da Roma o da Arcore».


«Il nostro partito ha scelto una strada difficile ma nello stesso tempo coraggiosa, quella di aprirsi, proponendo un candidato non strettamente di partito», osserva Rosanna Filippin, segretario regionale del Pd, «che vuole dare voce al Veneto del lavoro, delle piccole e medie imprese, dell’artigianato e la sfida ora sarà sostenere fino in fondo questa candidatura per costruire l’alternativa alla Lega ».
Ma come spenderà ora il Pd veneto il nome di Bortolussi? «Porteremo questo nome al tavolo del centrosinistra. Con Bortolussi candidato vogliamo parlare al mondo del lavoro, a tutti i lavori, a tutti i veneti che vogliono dire basta a questa Lega che punta solo alle parole». Sulla scelta solitaria dell’Udc la Filippin manda a dire: «Mi dispiace perché ha avuto meno coraggio di noi, ma non dubito che con l’Udc ci saranno altre occasioni di confronto, insieme ma con ruoli diversi». E.G e E.S.

 

Pubblicato su "L'Arena" Domenica 24 Gennaio 2010 CRONACA Pagina 10

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