Find us on facebook Facebook



I banchetti di Santa Lucia saranno più «natalizi» E-mail
(0 voti, media 0 di 5)
Mercoledì 03 Febbraio 2010 00:00

TRADIZIONI. In commissione consiliare parte la rivoluzione

Bandite le bancarelle che offrono biancheria, ferramenta, felpe e pentole. Ma solo dal 2012

 

Ferramenta e articoli per la pulizia della casa no, panini con la porchetta sì. Scarpe no ma pantofole sì. Biancheria intima no, a meno che non sia rossa o nera con gli strass, comunque ispirata al periodo natalizio o alla tradizione di San Silvestro.


Ai banchetti di Santa Lucia, ma solo a partire dal 2012, non potremo più trovare tra le bancarelle, che in piazza Bra non potranno essere più di 250, alcuni oggetti che invece ora proliferano, come felpe e sciarpe delle squadre di calcio e altri sport, pentolame vario, e che «hanno contribuito in questi ultimi anni a rendere i banchetti di Santa Lucia molto simili a un mercato rionale, che nulla ha a che vedere con la tradizione della manifestazione», spiega l’assessore al commercio Enrico Corsi, che ieri pomeriggio alla quarta commissione consiliare ha sottoposto la proposta di delibera sulla fiera di Santa Lucia.

 Dopo un’ora circa di discussione, la proposta è passata con 6 voti favorevoli e un astenuto, il consigliere Roberto Fasoli. Ma il documento, che ora verrà proposto in Consiglio, dovrà essere «più che altro una traccia da cui far partire una riflessione seria e articolata sul futuro dei banchetti di Santa Lucia». Ne è convinta la stessa maggioranza, che prima del voto ha scucito all’assessore Corsi la promessa di incontrare nuovamente le associazioni dei commercianti su aree pubbliche e le associazioni dei consumatori, per pensare, studiare e condividere ulteriori modifiche per i mercatini.


«Ormai i banchetti di Santa Lucia sembrano pensati solo per i grandi. Invece dovrebbero essere destinati solo ai bambini e noi abbiamo il dovere di tutelare questa tradizione», ha commentato il consigliere della Lega Enzo Flego, che ha preso particolarmente a cuore la questione, minacciando di uscire dall’aula senza votare la proposta. «La proposta dell’assessore è troppo debole. Di fatto non rivoluzionerà i banchetti, restituendogli nuova dignità, ma rimarrà tutto sostanzialmente invariato. Visto che da qui al 2012 il tempo c’è, bisognerebbe studiare una modalità di mercatini a cavallo tra lo spirito che anima il Tocatì e la modernità», è stata la riflessione di Edoardo Tisato, consigliere di minoranza. «Riportare in piazza i giochi di legno, i giocattoli di una volta e quelli alternativi e limitare le cineserie a basso prezzo. Fare insomma una scelta di qualità. Però a tempo debito: discuterne adesso che mancano due anni potrebbe alimentare polemiche politiche»», ha spiegato la Elena Traverso di An. «Riservare la piazza solo a giochi e dolciumi. Trovare altri spazi, da via Roma a corso Porta Nuova, per tutte le altre merci», ha proposto invece Fasoli. I.N.

 

Pubblicato su "L'Arena" Mercoledì 03 Febbraio 2010 Pagina 18

Commenti

Effettuare il login per commentare gli articoli.