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«Le ricadute sulla città ci saranno» E-mail
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Venerdì 05 Febbraio 2010 00:00

 

Il presidente del consiglio comunale, Pieralfonso Fratta Pasini, apprende della decisione di Glaxo mentre sta mettendo a punto, con i capigruppo, l'ordine del giorno di solidarietà ai 140 lavoratori della Cartiera di Cadidavid che dall'8 febbraio rischiano di rimanere a casa. «Evidentemente i segnali positivi intravisti nei mesi scorsi si sono rivelati un’illusione», commenta, «e la nostra città, con questa decisione a sorpresa del management della multinazionale, pagherà un prezzo altissimo, perché Glaxo è, con Autogerma, una delle più grosse aziende della nostra realtà. Tutti i benefici che la città ha tratto dalla presenza di Glaxo si tradurranno in problemi con conseguenze pesanti e questo non può che allarmarci. Anche perché altri segnali ci avvertono che la crisi sta mettendo in difficoltà l'economia veronese».


«E una notizia drammatica», commenta la capogruppo del Pd, Stefania Sartori, «per i lavoratori che subiranno la decisione adottata da Glaxo e per le loro famiglie, ma inevitabilmente lo sarà anche per la città, che perderà un punto di riferimento imprenditoriale di primissimo piano. E ci rimetterà soprattutto la ricerca, già così poco considerata nel nostro paese. Dopo Bmw Italia, Glaxo è un’altra grande azienda che abbandona la nostra città: forse è il caso che il governo cittadino adotti provvedimenti atti a evitare ulteriori fughe»


«Una decisione spietata", osserva il consigliere comunale Roberto Fasoli, «che i lavoratori veronesi di Glaxo subiscono e contro la quale i sindacati e il management locale non possono attuare alcuna contromossa. La città deve preoccuparsi: se smobilitano i presidi produttivi di altissimo livello, Verona rischia un balzo all'indietro che potrebbe lasciare segni indelebili. Perché chiudere Glaxo non significa solo licenziare, ma smantellare uno dei principali Centri di ricerca d'Italia, se non d'Europa. Un Centro di altissimo livello che negli anni ha attivato una rete di rapporti di collaborazione di elevato profilo al quale affluivano ricercatori di tutto il mondo. Una rete che adesso si sgretolerà, con ripercussioni che toccheranno da vicino la nostra comunità».

 

ubblicato su "L'Arena" Venerdì 05 Febbraio 2010 CRONACA Pagina 9

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