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INTERROGAZIONE SULLE SCUOLE DELL'INFANZIA DI MONTAGNA E-mail
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Martedì 26 Luglio 2011 00:00

Scuola. Reolon e Fasoli (PD): Regione sblocchi inserimento bambini 2/3 anni in scuole prima infanzia

(Arv) Venezia 26 lug. 2011 - Consentire agli istituti scolastici per la prima infanzia situati in comuni montani l'inserimento di bambini in età compresa trai due e i tre anni. Lo chiedono, in un'interrogazione alla Giunta regionale, i consiglieri del PD Sergio Reolon e Roberto Fasoli. La richiesta fa seguito ad una sentenza della Consulta della Corte Costituzionale del marzo scorso che, si legge nell'interrogazione, ha dichiarato illegittimo quanto previsto dal Decreto Presidenziale 89 del 2009. Il DPR prevede che "le sezioni di scuola dell'infanzia con numero di iscritti inferiore a quello previsto, situate in comuni montani, in piccole isole e in piccoli comuni, appartenenti a comunità prive di strutture educative per la prima infanzia, possono accogliere piccoli gruppi di bambini di età compresa tra i due e i tre anni, la cui consistenza è determinata nell'annuale decreto interministeriale sulla formazione dell'organico". "Nelle zone di montagna - sottolineano i due esponenti democratici - è ormai cronica la mancanza di servizi a sostegno della prima infanzia, tra asili nido che si contano sulle dita di una mano, lunghe liste d'attesa e costi proibitivi. Se poi ci si mettono anche gli ostacoli burocratici la situazione per le famiglie si fa ancora più in salita, come ad esempio a Cencenighe dove l'ipotesi di inserire nella scuola per l'infanzia anche i bambini di 2-3 anni si sta trasformando in un vero calvario. Di fatto - spiegano - l'inserimento dei più piccoli è sospeso a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che rinvia ogni competenza in merito alle Regioni. Nel frattempo però l'Istituto comprensivo di scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado di Cencenighe Agordino, come altri istituti in analoghe zone di montagna, ha accettato a febbraio 2011 le iscrizioni di questi bambini più piccoli. Chiediamo dunque che la Regione, nel caso la sentenza della Corte Costituzionale prevedesse la retroattività e quindi l'annullamento delle iscrizioni già effettuate, intervenga di concerto con l'Ufficio Regionale Scolastico del Veneto e con i Comuni interessati, affinché sia consentito agli istituti scolastici - concludono Reolon e Fasoli - di poter svolgere questo importante servizio".

 

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