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PENATI SI AUTOSOSPENDE DA VICE-PRESIDENTE E-mail
Giovedì 21 Luglio 2011 00:00

PENATI SI AUTOSOSPENDE DA VICE-PRESIDENTE: Un gesto opportuno e di grande correttezza isituzionale. Ecco il teso della lettera.

giovedì, luglio 21, 2011

Per rispetto dell’istituzione mi autosospendo da vicepresidente. Così Filippo Penati con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, Davide Boni, al presidente della Regione, Roberto Formigoni e ai capigruppo ha annunciato la sua autosospensione da vicepresidente.

A seguito del mio coinvolgimento nella vicenda giudiziaria relativa all’area Falck di Sesto San Giovanni - scrive Penati nella lettera - desidero ribadire la mia totale estraneità ai fatti. In merito anche alle notizie apparse sulla stampa voglio precisare che non ho mai chiesto e ricevuto denaro da imprenditori. Voglio altresì ribadire la mia assoluta fiducia nell’operato della magistratura. Per profondo rispetto dell’istituzione nella quale sono stato eletto e per evitare ogni imbarazzo al Consiglio mi autosospendo dall’esercizio e dalle prerogative di vicepresidente, certo che tutto verrà completamente chiarito e confido a breve. Da subito - spiega Penati - rinuncio alle prerogative connesse alla vicepresidenza , non parteciperò più all'ufficio di presidenza e già dal prossimo consiglio siederò tra i banchi dei consiglieri di minoranza. Sono certo di interpretare anche i sentimenti di chi mi ha eletto nel voler garantire in queste circostanze il massimo rispetto delle istituzioni.

 


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Messaggio di Pier Luigi Bersani E-mail
Lunedì 02 Agosto 2010 08:34

La situazione politica determinatasi con la crisi profonda del Popolo della Libertà e del Governo di centro-destra apre scenari totalmente nuovi.
E’ indispensabile, per il PD, incalzare il Governo e mettere nudo le sue contraddizioni.
E’ evidente che spetterà a noi rendere irreversibile il processo di crisi in atto e proporci come alternativa al centro-destra sulla base di una proposta programmatica precisa e concreta sulla quale raccogliere un’ampia maggioranza.
Serve una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini il potere di scegliere da chi farsi rappresentare e governare.
Per favorire la nostra riflessione e la nostra iniziativa ci pare utile leggere/ascoltare l’intervento del nostro segretario nazionale Pierluigi Bersani.

 

Roberto Fasoli

 

Messaggio di Pier Luigi Bersani


Clicca sull'immagine per vedere l'intervento di Pier Luigi Bersani

 

Care democratiche, cari democratici


vi scrivo perché questa mattina ho chiesto formalmente al Presidente del Consiglio Berlusconi di venire in Parlamento ad affrontare la crisi di governo in corso.
L’ho fatto all'avvio dei lavori della Camera a nome di tutto il PD, dopo un'assemblea con i gruppi democratici alla Camera e al Senato.

Siamo convinti che adesso bisogna restituire alle Camere il loro ruolo di casa del confronto democratico. La scissione nel PDL e la richiesta di dimissioni dalla presidenza della Camera di Gianfranco Fini sono fatti di assoluto rilievo politico che non possono essere aggirati.

C’è un dissidio insanabile che il Paese ha visto via via motivarsi attorno alle grandi questioni sociali che sono quelli su cui l'opposizione dal primo momento ha indicato il limite di questo Governo. Aspettiamo Berlusconi in Aula, perché agosto o non agosto non si pensi che si possa finire a tarallucci e vino.

Prima di tutto dobbiamo ristabilire il principio base della democrazia: un cittadino deve potersi scegliere il proprio parlamentare. Poi ognuno faccia la sua proposta per un Paese che ha bisogno di futuro.

L’opposizione non va in vacanza, aiutaci anche tu. Gira la mia lettera ai tuoi amici ed invitali ad iscriversi alla nostra newsletter.

Pier Luigi Bersani
Segretario Nazionale del Partito Democratico

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Considerazioni e proposte per un rilancio del ruolo del PD con particolare riferimento al Veneto e a Verona E-mail
Martedì 20 Luglio 2010 12:51
  • COSTRUIAMO L’ALTERNATIVA AL CENTRO-DESTRA
  • RIPARTIAMO DAL PROGETTO E SU QUESTO FONDIAMO LA NOSTRA UNITA’ E IL SISTEMA DELLE ALLEANZE
  • DIAMO FORZA, CONCRETEZZA, VISIBILITA’, FIDUCIA ALL’AZIONE ORGANIZZATIVA

 di Roberto Fasoli

 

Le note che seguono hanno il carattere di proposta; sono frutto di un primo confronto svoltosi il 30 giugno scorso con un gruppo di persone che hanno sostenuto la mia campagna elettorale per il Consiglio Regionale e richiedono un lavoro di approfondimento e di affinamento. Sono indirizzate sia a tutti coloro che mi hanno sostenuto in campagna elettorale, sia a quanti sono interessati a partecipare ad una riflessione politica generale che non trova ancora oggi, sul piano locale, luoghi idonei per svilupparsi.

In sintesi, ci si propone di:

  1. fare il quadro della situazione politica con riferimento all’azione del Governo e al ruolo dell’opposizione;
  2. valutare la situazione interna al PD, anche alla luce dei recenti appuntamenti (Assemblea nazionale del 21-22 maggio e manifestazione contro la manovra del Governo del 19 giugno);
  3. sviluppare una riflessione sulla situazione del PD in Veneto e soprattutto a Verona, tracciando le prime linee di una strategia per il congresso provinciale.

Trattandosi di argomenti vastissimi, si tratta qui di individuare alcune questioni ritenute centrali cercando di mettere ordine logico alla discussione per farne scaturire proposte conseguenti.

 


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Motivi per i quali sono contrario al doppio incarico E-mail
(2 voti, media 5.00 di 5)
Domenica 18 Aprile 2010 16:02

Al Segretario provinciale del Partito Democratico di Verona
Giandomenico Allegri
Al Coordinatore cittadino del Partito Democratico di Verona
Emanuele Amaini
Alla Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale di Verona
Stefania Sartori
Alla Segretaria regionale del Partito Democratico
Rosanna Filippin

e p.c. Ai componenti dell’Esecutivo provinciale del Partito Democratico di Verona
Ai componenti della Direzione Provinciale del Partito Democratico di Verona
Ai componenti della Assemblea provinciale del Partito Democratico di Verona
Ai coordinatori di circolo del Partito Democratico di Verona 

 

   Oggetto: Motivi per i quali sono contrario al doppio incarico di Consigliere regionale e Consigliere comunale 

Come preannunciato nel corso della campagna elettorale e facendo seguito ai contatti personali intercorsi subito dopo l’esito elettorale ritengo doveroso, ora che, in data 14.04.2010,  mi è stata formalizzata la nomina, comunicare a tutti voi  la mia opinione rispetto al tema del doppio incarico di Consigliere comunale di Verona e di Consigliere regionale.

Lo Statuto Nazionale del nostro partito ed il Codice Etico sono chiarissimi in proposito e stabiliscono che gli iscritti al Partito Democratico “non possono far parte contemporaneamente di più di un’assemblea elettiva” (Statuto art. 22 comma 4 e Codice Etico punto 3 lettera b). Altrettanto chiari lo Statuto regionale veneto ed il Manifesto dei Valori della nostra regione (Capo 3 art.7 comma 5 e Capitolo”Prima di tutto il rigore morale, 4° capoverso). Le eventuali deroghe sono previste e disciplinate da precise norme.

 


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CONSIDERAZIONI IN OCCASIONE DELLA MORTE DI ANTONIO GIOLITTI E-mail
Giovedì 18 Febbraio 2010 13:26

Serve una grande riflessione culturale e politica per far nascere un partito nuovo

 

di Roberto Fasoli

 

I giornali di ieri, 9 febbraio 2010, riportavano con un certo risalto la notizia della morte di un grande uomo politico italiano, Giovanni Giolitti (1915-2010). I titoli dei quotidiani erano molto eloquenti. “Giolitti. Il politico gentiluomo che scelse il riformismo” scrive Nello Ajello su “la Repubblica” che nell’occhiello aggiunge:” E’ scomparso a 95 anni. Padre della Costituente, partigiano, uscì dal Pci dopo il ’56 e scelse il Psi: fu ministro del Bilancio e ispiratore delle politiche economiche”.Di spalla un ricordo di Giorgio Ruffolo: “Carismatico e ironico”. Sul “Corriere della Sera” due articoli. “Antonio Giolitti, il riformista che disse no al Pci. Lo strappo dopo la repressione in Ungheria. Negli Anni 80 le critiche a Craxi: fa spettacolo” di Dino Messina e a fondo pagina un ricordo di Giorgio Napolitano curato da Marzio Breda:” Napolitano ricorda il ’56: io contro di lui, un errore. Ma ci riconciliammo. Mi guidò già prima dell’approdo in Parlamento”.


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Non moriremo socialdemocratici. - C’è di più e di meglio da fare E-mail
Lunedì 17 Agosto 2009 01:21

 

di Enzo Rullani

 

1.      Ci siamo persi il futuro, qualcuno accenda la luce, dobbiamo cercarlo

 

Socialdemocrazia? Non suona più bene, da qualche tempo a questa parte.

Giuseppe Berta parla, nel suo ultimo libro, di “eclisse della socialdemocrazia”. Non crisi ma eclisse, fine di una parabola. Stefano Micelli, che ha ripreso questo tema su Firstdraft, e coloro che hanno commentato il suo post, sembrano dargli ragione, sia pure con qualche differenza (siamo o non siamo nella stagione di Obama?).

Ma anche se l’eclisse fosse il preludio di una scomparsa, destinata ad archiviare la socialdemocrazia come ideologia politica del secolo scorso, bisogna dire che con questo non finisce la storia: ne siamo tutti convinti. Dunque, la questione è: che cosa c’è dopo l’eclisse?

Questa è la domanda di fondo, ancora a aperta e a cui dobbiamo seriamente pensare, approfittando del cono d’ombra e del tempo di attesa che sono tipici di ogni eclisse. E intanto cerchiamo di capire che cosa non va nell’idea di fondo che si associa alla socialdemocrazia e alla sua parabola storica: diversa tra i diversi paesi e nelle diverse fasi, ma sempre con una continuità di fondo.


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