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I MUTAMENTI DELLA COMPOSIZIONE SOCIALE DEL VENETO E DELL’ITALIA E-mail
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Sabato 12 Maggio 2007 20:21

 

Mestre, 4 dicembre 2006

 

SEMINARIO PROMOSSO DA CGIL VENETO E IRES VENETO

Presentazione del seminario di Roberto Fasoli, IRES Veneto

 

1 - L’incontro di oggi è frutto dell’interesse comune di Segreteria regionale Cgil e IRES Veneto per il tema – cruciale, anche se finora piuttosto trascurato – dei mutamenti che negli ultimi decenni sono intervenuti nella composizione sociale.

In questi anni si è assistito a un intenso lavoro di analisi sulle trasformazioni dell’economia e sulle dinamiche della politica, ma non si è rilevata altrettanta attenzione agli effetti che la cosiddetta “grande trasformazione” ha prodotto sulla compagine sociale. Se molto è cambiato nell’economia (da tempo ormai è assodata la “fase post” – postfordista, postindustriale) e nella politica, ci chiediamo cosa sia successo nella società? E non è proprio lì che bisogna guardare per capire cosa è avvenuto anche nell’economia e nella politica? Riflettere su questi mutamenti significa, secondo noi, andare alla radice di quei problemi sui quali si innesta oggi la crisi della stessa rappresentanza politica e sindacale.

 

A nostro parere, possono essere di grande aiuto le analisi di importanti sociologi italiani come L’Italia in tempi di cambiamento politico, di Arnaldo Bagnasco, 1996, Il Mulino e La società dell’inquietudine. Come diventare adulti in un paese che cambia, di Nadio Delai, 1998, Franco Angeli e La nuova società. Il caso italiano, Carlo Carboni, Laterza, 2002.

Altri sono, ovviamente, i contributi di rilievo, ma già in questa terna di opere, molto agili, sono contenute analisi di grandissimo interesse. Il pregio che le accomuna, secondo il giudizio di chi scrive, sta nell’aver riaperto la discussione sulla società e sulla stratificazione sociale, dopo i lavori ormai classici di Paolo Sylos-Labini del 1974 (Saggio sulle classi sociali) e del 1986 (Le classi sociali negli anni ’80) e di

Massimo Paci che si è sempre occupato di questi problemi e che di recente ha pubblicato Nuovi lavori, nuovo welfare, uscito a fine 2005 per Il Mulino.

In questo panorama si ha la sensazione che ci sia un serio ritardo da colmare e siamo convinti che per comprendere le dinamiche della grande trasformazione occorra riaprire il capitolo dei cambiamenti sociali. Il seminario di oggi, primo di un percorso del quale abbiamo per ora definito le prime due tappe (la seconda coinvolgerà Gabriele Ballarino), si propone di tematizzare il problema e di verificare se esistono le condizioni per sviluppare un lavoro di ricerca che ci permetta di metter a fuoco il fenomeno e di sviluppare un’azione più efficace.

Non a caso sono con noi, oggi, Carlo Carboni, studioso della struttura sociale italiana (I ceti medi in Italia, 1981, Laterza; Classi e movimenti in Italia, 1986, Laterza; Lavoro e cultura del lavoro, 1991 sempre Laterza e l’ultimo quaderno del dipartimento di Scienze Sociali della Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche, Economia e società: le novità per la politica, uscito nel settembre 2005 che raccoglie contributi pubblicati anche su Reset 92/2005 e su Italianieuropei 1/2006) e Michele Cangiani dell’Università di Venezia che si è occupato di analisi comparativa dei sistemi economici e dell’opera di Karl Polanyi (1886-1964), universalmente noto per La grande trasformazione. Le origini economiche e politiche della nostra epoca, uscito nel 1944 e tradotto in italiano solo nel 1974 da Einaudi.

Uno degli obiettivi del seminario di oggi è capire quanto ci possa essere utile di quel lavoro ancora oggi, ad oltre 60 anni dalla sua pubblicazione.

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