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| Seminario del Cantiere dell'Ulivo: alcune idee emerse e dibattute |
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| Giovedì 30 Giugno 2011 00:47 |
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pubblicata da Deo Fogliazza il giorno mercoledì 29 giugno 2011 alle ore 10.17
Trascrizione di alcuni interventi del seminario il “CANTIERE DELL’ULIVO INTERROGA: Dopo la lunga gelata del liberismo senza valori, la nuova primavera della società civile: che fare ora per costruire un'alternativa forte, credibile e vincente?”). Il dibattito interno al seminario dell’ Associazione Nazionale “Cantiere dell’Ulivo”, che si è tenuto il 25 giugno presso il circolo “Andrea Costa” di Bologna , in risposta al quesito posto dagli organizzatori, si è sviluppato a partire dal binomio democrazia-partiti e si è incentrato sul ruolo di rappresentanza dei partiti attuali e sulla richiesta di maggiore democrazia diretta, scaturita dai movimenti della società civile che nell’ultimo anno si sono prepotentemente affacciati sulla scena politica.
Nei loro interventi i numerosi relatori hanno sottolineato l’attuale difficoltà dei partiti politici, anche di Centrosinistra, di svolgere il ruolo di corpi intermedi tra i cittadini e il “potere” politico e la necessità di un processo di radicale cambiamento, a partire dal PD, che nella prospettiva della sconfitta della destra, deve assumersi la responsabilità di guidare il Centrosinistra nella costruzione di un’alternativa di governo in un sistema bipolare completo; ora che dai cittadini è emersa la volontà di rappresentare direttamente le proprie istanze, senza intermediari istituzionalizzati. Andrea De Maria, responsabile delle nuove forme di organizzazione del PD nazionale, ha manifestato un forte interesse per la “missione” e per le iniziative del “Cantiere” , in quanto il manifesto di intenti di questa associazione appare in sintonia con le linee deliberate il giorno precedente dalla Direzione Nazionale: quella di un partito che vuol uscire da se stesso per guardare al Paese e trovare le risposte alle sue richieste, non da solo, ma con l’intero Centrosinistra. Così come dopo la fine della Prima Repubblica, siamo ad una svolta storica della nostra vicenda politica, che si accompagna ad una gravissima crisi economica e sociale nella quale il Centrosinistra ha la responsabilità di costruire un progetto ed un programma vincente. Non è certo che le elezioni siano già vinte, se il PD non supererà le proprie contraddizioni interne e non acquisirà l’autorevolezza che lo metta in grado di porsi alla testa di un’alleanza vasta e coesa, che rappresenti le istanze di gran parte del Paese nell’attuale fase storica. E’ questa la prospettiva assunta dall’ultima Direzione del PD, da cui esce un messaggio di ottimismo: - la realizzazione di un grande “Progetto per l’Italia”, attraverso una serie di appuntamenti programmatici di rilievo; - la costruzione di un’alleanza non solo antiberlusconiana, ma per il governo del Paese, che sia in sintonia con il nuovo clima politico. Stavolta però l’alleanza deve essere basata su precisi accordi di programma e sulla ricerca di un nuovo radicamento sociale, ma anche sulla consapevolezza del limite delle forze politiche e della necessità di rispettare l’autonomia della società “civile”. - il rigore e la sobrietà di chi ricopre funzioni politiche, nel rispetto dell’art. 54 della Costituzione: il PD si impegnerà quindi per la diminuzione delle indennità dei parlamentari e dei consiglieri regionali e per la diminuzione delle retribuzioni dei manager, pubblici e privati. Il periodo che stiamo vivendo, ha concluso De Maria, richiede al PD un grosso impegno programmatico ed una forte autorevolezza per costruire un’alleanza per l’alternativa che comprenda le forze politiche e la società civile organizzata: il nuovo vento che sta soffiando non deve essere solo interpretato, ma anche valorizzato. Anche Sandra Zampa, parlamentare del PD e portavoce di Romano Prodi, si è riferita a lungo, ma in maniera piuttosto critica, alla recente Direzione Nazionale del PD ed ha affermato di sentirsi in genere più vicina agli intenti ed alle iniziative del “Cantiere” che al PD e all’intero sistema partitico. Riprendendo l’introduzione di Rosalba Bonacchi, una dei due portavoce dell’associazione, che ha ricostruito il lungo percorso dell’Ulivo dalla fase ideativa e progettuale, opera prevalente di Romano Prodi e Pietro Scoppola, fino all’attuale PD, si è domandata se questo partito ha risposto alla domanda di novità proveniente dal Paese e alla necessità storica di portare a compimento il processo fondativo della democrazia italiana; si è in oltre chiesta se il PD attuale si possa considerare la realizzazione del progetto dell’Ulivo e in tal senso sia stato finora un fattore di rigenerazione della politica italiana. La risposta della portavoce di Romano Prodi è un no deciso e questo non dipende solo dalla perdita di idealità naturale nel passaggio alla realizzazione pratica di un sogno. Le resistenze interne sono state e continuano ad essere molte, ha proseguito Zampa, ma dobbiamo ugualmente andare avanti per cambiare il partito nella forma e nell’agire politico. La Direzione del 24 giugno ha offerto l’immagine di un PD rinnovato, che si apre ai fermenti della società, fermenti da leggere e interpretare, ma anche da valorizzare. Si è deciso di realizzare un sito interattivo su internet dedicato appositamente al processo di rinnovamento del partito. Sandra Zampa a proposito del nuovo regolamento delle primarie, è contraria alla restrizione degli aventi diritto, perché sarebbe una riduzione della partecipazione democratica. Il tema delle alleanze è strettamente connesso con quello della legge elettorale Gli Ulivisti hanno oggi una grande occasione di fare quello che non è stato permesso alla nascita del partito, dopo la caduta affrettata del Governo Prodi, a causa delle sue scelte aperte ed innovative anche in fatto di diritti civili. Dobbiamo far crescere un Centrosinistra forte e vincente, a fronte di D’Alema che ritiene l’Italia un paese di destra, dove la Sinistra è destinata a perdere, a meno che non si allei con il Centro. Non dobbiamo retrocedere di un passo rispetto alla novità rappresentata dalle potenzialità del l PD: un partito aperto alla società, plurale, laico, alternativo alla destra in un sistema bipolare e maggioritario. Per questo Zampa non condivide la proposta di Bersani di un sistema elettorale simile a quello ungherese, anche perché non è stata sottoposta alla direzione prima dell’annuncio mediatico. Il tema delle alleanze è in strettissimo collegamento con la legge elettorale. L’Ulivo è nato per dare vita ad alleanze forti dentro il Centrosinistra: al momento i nostri alleati non possono che essere SEL e IDV. Il cemento dovrà essere la condivisione di 5 priorità per l’Italia che vogliamo: 1. la legge elettorale e il modello di democrazia; 2. i giovani 3. la scuola 4. il sistema di welfare 5. le primarie (vanno organizzate inoltre consultazioni tematiche tra gli elettori, a partire dalle donne). E’seguito l’intervento, a base di metafore, di Roberto Fasoli, consigliere regionale del PD, eletto nel Veneto. Ha esordito con la constatazione che le recenti elezioni amministrative ed il risultato dei referendum dimostrano che questo PD è inadatto a dare una risposta alle richieste del Paese. Questo a causa del modo in cui è nato: da una coppia in crisi (DS e Margherita), che per salvarsi decide di mettere al mondo un figlio, impedendogli durante la crescita ogni autonomia. Doveva esser tolto alla coppia e restituito quando i due genitori avessero superato la crisi. Per questo chi ricerca un partito nuovo e libero rispetto ai vecchi apparati deve rimanere e lavorare all’interno del Partito. Fuori dal PD, ha affermato, non è possibile un vero rinnovamento della politica. Fasoli è contrario anche ad uno spostamento a sinistra, ad un nuovo PDS, perché questo comporterebbe l’alleanza con il Centro ed un presidente del Consiglio centrista. Ha poi paragonato le vecchie nomenclature ai mobili di una vecchia casa, che, quando avviene il trasloco in un appartamento più piccolo, debbono essere riposti in un deposito, in attesa di essere nuovamente utilizzati al bisogno, quando si potrà traslocare in una casa più grande. L’ultima immagine usata è quella di una corsa ciclistica raccontata per televisione: normalmente ci sono due "punti di vista" interpretati da due tipi di telecamera: quella posizionata su una motocicletta, che inquadra direttamente i corridori, e quella posizionata sull'eleiccottero, che racconta la gara nel suo complesso. Nel primo caso ci si attarda sui particolari dei singoli, ma si perde il quadro generale della corsa. Nel secondo caso capita il contrario. Per questo un buon regista deve utilizzarle entrambe, per avere un a visione ed un quadro d'insieme. Il PD sembra guardare alla società essenzialmente "dalla motocicletta" rischiando di non accorgersi di ciò che sta accadendo intorno e complessivamente. Tra le ragioni per cui bisogna sostenere il Pd ci sono le sue priorità e le sue scelte: scuola, lavoro, legalità, rinnovamento della politica, coalizioni larghe, primarie aperte. L’intervento conclusivo è stato svolto da Vittorio Prodi, parlamentare europeo, il quale ha delineato l’ambito dello schieramento conservatore e di quello progressista in Europa, soffermandosi inizialmente sul concetto di sovranità fondata sulla paura o sulla speranza, sul quale passa il primo spartiacque politico fra conservatori e progressisti . Un secondo spartiacque passa attraverso l’energia: viviamo in una civiltà non sostenibile, che usa le fonti energetiche fossili come se fossero inesauribili, mentre questo vale solo per il sole. Bisogna usare prevalentemente le energie rinnovabili, per lasciare le risorse naturale e le fonti fossili alle future generazioni: de-carbonizzare la civiltà. Il terzo spartiacque si basa sul PIL: passa tra chi si ripiega sul PIL e chi vuol guardare oltre il PIL, ad una società incentrata non sulla produzione ma sulla dignità della persona, sulla speranza che ciascuno possa esprimere al più alto livello le proprie potenzialità . Il PD deve mettersi alla guida dello schieramento progressista e rivolgersi alla società con una proposta politica alta, che dematerializzi l’esistenza delle persone. Andare oltre il PIL significa avere istituzioni che guardino al bene comune ed usino metodologie e strumenti statistici diversi per intervenire sulla società; significa guardare oltre il profitto considerato bene assoluto e la mercificazione del lavoro. Per superare il profondo degrado culturale della nostra società ci vorrà molto tempo ed il lavoro di ricostruzione di una intera generazione.
(Resoconto curato da Rosalba Bonacchi) |
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Alcuni amici mi hanno chiesto di conoscere quanto è stato discusso a Bologna nell'incontro organizzato dal "Cantiere dell'Ulivo". Riporto la sintesi di Deo Fogliazza, uno degli organizzatori dell'incontro, ritenedola efficace per dare un'idea delle questioni discusse.

PARTITO
PARTITO 
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