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Carceri Padova e Verona; PD, mancano agenti e personale medico E-mail
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Venerdì 17 Giugno 2011 00:00

I conssiglieri regionali dl PD Bonfante, Fasoli e Ruzzante intervengono sulla sittuazione delle carceri del veneto a sostegno delle rivendicazioni delle organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria e e per tutelare i diritti delle persone in carcere.

Pubblico il comunicato che illustra le due iinterrogazioni presentate

17 giugno 2011

 

Carceri Padova e Verona; PD, mancano agenti e personale medico

 

(Arv) Venezia 17 giu. 2011 - "Verificare il numero di medici e psicologi che prestano servizio nei penitenziari del Veneto e adeguare gli organici alle necessità della popolazione carceraria; garantire che il servizio di supporto psicologico ai detenuti non si limiti ai soli colloqui di entrata ed uscita ma sia continuativo". Queste le richieste avanzate dal gruppo del PD alla Giunta regionale, alla luce della drammatica situazione in cui versano i penitenziari della nostra regione, "sovraffollati all'inverosimile e dove si continuano a registrare casi di suicidio" come sottolineano i consiglieri regionali Piero Ruzzante, Franco Bonfante e Roberto Fasoli. I tre esponenti democratici, che in questi giorni hanno incontrato i sindacati degli agenti di Polizia penitenziaria, hanno presentato due interrogazioni. La prima punta i riflettori soprattutto sul "carcere di Padova, dove risultano presenti solamente due psicologi per circa 600 detenuti, questo a seguito del taglio dei finanziamenti destinati agli psicologi convenzionati con il ministero di Grazia e Giustizia". Ruzzante, Bonfante e Fasoli, ricordando che "i servizi sanitari regionali hanno in carico tutte le funzioni sanitarie svolte dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria" sollecitano il governo veneto ad intervenire su "alcune linee prioritarie per garantire la salute delle persone detenute: la definizione di procedure per individuare con tempestività i loro bisogni, il monitoraggio e la sorveglianza dei segnali indicatori dei rischi di suicidio, lo sviluppo dell'assistenza psicologia con interventi specifici sul disagio psichico anche in relazione al crescente aumento della popolazione carceraria". L'attenzione del PD si rivolge anche alla situazione del "carcere veronese di Montorio, che rispetto agli istituti di pena del triveneto presenta il maggior divario tra numero di detenuti e personale. La struttura - questo il quadro delineato dai tre consiglieri regionali - dovrebbe ospitare un massimo di 500 detenuti, ma ha ormai raggiunto la quota di 900 presenze, a fronte di un organico di polizia penitenziaria inferiore di circa 150 unità rispetto al reale fabbisogno; il sovraffollamento è estremamente problematico anche sul piano sanitario, perché può comportare l'espandersi di epidemie, quali scabbia e tubercolosi, che devono essere affrontate, in ogni caso, prontamente e con mezzi adeguati". Il PD denuncia per il carcere di Montorio "la cronica carenza di fondi, di personale e il sovraffollamento che costringe gli agenti di Polizia penitenziaria a turni di lavoro massacranti e insostenibili; la riduzione delle attività svolte da numerose associazioni di volontariato per la rieducazione e il reinserimento delle persone detenute, a causa dell'azzeramento dei finanziamenti regionali, ed infine la mancanza di risorse per le attrezzature di sicurezza, come ad esempio le telecamere di sorveglianza diffuse". Anche in questo caso la richiesta alla Giunta è di "intervenire per ridurre di almeno 165 unità il numero dei detenuti, per raggiungere un'adeguata pianta organica del personale e per stanziare i fondi necessari alla ristrutturazione del carcere e allo svolgimento dell'attività di sicurezza e vigilanza".

 

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