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Giovedì 21 Luglio 2011 00:00 |
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PENATI SI AUTOSOSPENDE DA VICE-PRESIDENTE: Un gesto opportuno e di grande correttezza isituzionale. Ecco il teso della lettera.
giovedì, luglio 21, 2011
Per rispetto dell’istituzione mi autosospendo da vicepresidente. Così Filippo Penati con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, Davide Boni, al presidente della Regione, Roberto Formigoni e ai capigruppo ha annunciato la sua autosospensione da vicepresidente.
A seguito del mio coinvolgimento nella vicenda giudiziaria relativa all’area Falck di Sesto San Giovanni - scrive Penati nella lettera - desidero ribadire la mia totale estraneità ai fatti. In merito anche alle notizie apparse sulla stampa voglio precisare che non ho mai chiesto e ricevuto denaro da imprenditori. Voglio altresì ribadire la mia assoluta fiducia nell’operato della magistratura. Per profondo rispetto dell’istituzione nella quale sono stato eletto e per evitare ogni imbarazzo al Consiglio mi autosospendo dall’esercizio e dalle prerogative di vicepresidente, certo che tutto verrà completamente chiarito e confido a breve. Da subito - spiega Penati - rinuncio alle prerogative connesse alla vicepresidenza , non parteciperò più all'ufficio di presidenza e già dal prossimo consiglio siederò tra i banchi dei consiglieri di minoranza. Sono certo di interpretare anche i sentimenti di chi mi ha eletto nel voler garantire in queste circostanze il massimo rispetto delle istituzioni.
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Giovedì 30 Giugno 2011 00:47 |
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Alcuni amici mi hanno chiesto di conoscere quanto è stato discusso a Bologna nell'incontro organizzato dal "Cantiere dell'Ulivo". Riporto la sintesi di Deo Fogliazza, uno degli organizzatori dell'incontro, ritenedola efficace per dare un'idea delle questioni discusse.
pubblicata da Deo Fogliazza il giorno mercoledì 29 giugno 2011 alle ore 10.17
Trascrizione di alcuni interventi del seminario il “CANTIERE DELL’ULIVO INTERROGA: Dopo la lunga gelata del liberismo senza valori, la nuova primavera della società civile: che fare ora per costruire un'alternativa forte, credibile e vincente?”).
Il dibattito interno al seminario dell’ Associazione Nazionale “Cantiere dell’Ulivo”, che si è tenuto il 25 giugno presso il circolo “Andrea Costa” di Bologna , in risposta al quesito posto dagli organizzatori, si è sviluppato a partire dal binomio democrazia-partiti e si è incentrato sul ruolo di rappresentanza dei partiti attuali e sulla richiesta di maggiore democrazia diretta, scaturita dai movimenti della società civile che nell’ultimo anno si sono prepotentemente affacciati sulla scena politica.
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Venerdì 17 Giugno 2011 00:00 |
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I conssiglieri regionali dl PD Bonfante, Fasoli e Ruzzante intervengono sulla sittuazione delle carceri del veneto a sostegno delle rivendicazioni delle organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria e e per tutelare i diritti delle persone in carcere.
Pubblico il comunicato che illustra le due iinterrogazioni presentate
17 giugno 2011
Carceri Padova e Verona; PD, mancano agenti e personale medico
(Arv) Venezia 17 giu. 2011 - "Verificare il numero di medici e psicologi che prestano servizio nei penitenziari del Veneto e adeguare gli organici alle necessità della popolazione carceraria; garantire che il servizio di supporto psicologico ai detenuti non si limiti ai soli colloqui di entrata ed uscita ma sia continuativo". Queste le richieste avanzate dal gruppo del PD alla Giunta regionale, alla luce della drammatica situazione in cui versano i penitenziari della nostra regione, "sovraffollati all'inverosimile e dove si continuano a registrare casi di suicidio" come sottolineano i consiglieri regionali Piero Ruzzante, Franco Bonfante e Roberto Fasoli. I tre esponenti democratici, che in questi giorni hanno incontrato i sindacati degli agenti di Polizia penitenziaria, hanno presentato due interrogazioni. La prima punta i riflettori soprattutto sul "carcere di Padova, dove risultano presenti solamente due psicologi per circa 600 detenuti, questo a seguito del taglio dei finanziamenti destinati agli psicologi convenzionati con il ministero di Grazia e Giustizia". Ruzzante, Bonfante e Fasoli, ricordando che "i servizi sanitari regionali hanno in carico tutte le funzioni sanitarie svolte dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria" sollecitano il governo veneto ad intervenire su "alcune linee prioritarie per garantire la salute delle persone detenute: la definizione di procedure per individuare con tempestività i loro bisogni, il monitoraggio e la sorveglianza dei segnali indicatori dei rischi di suicidio, lo sviluppo dell'assistenza psicologia con interventi specifici sul disagio psichico anche in relazione al crescente aumento della popolazione carceraria". L'attenzione del PD si rivolge anche alla situazione del "carcere veronese di Montorio, che rispetto agli istituti di pena del triveneto presenta il maggior divario tra numero di detenuti e personale. La struttura - questo il quadro delineato dai tre consiglieri regionali - dovrebbe ospitare un massimo di 500 detenuti, ma ha ormai raggiunto la quota di 900 presenze, a fronte di un organico di polizia penitenziaria inferiore di circa 150 unità rispetto al reale fabbisogno; il sovraffollamento è estremamente problematico anche sul piano sanitario, perché può comportare l'espandersi di epidemie, quali scabbia e tubercolosi, che devono essere affrontate, in ogni caso, prontamente e con mezzi adeguati". Il PD denuncia per il carcere di Montorio "la cronica carenza di fondi, di personale e il sovraffollamento che costringe gli agenti di Polizia penitenziaria a turni di lavoro massacranti e insostenibili; la riduzione delle attività svolte da numerose associazioni di volontariato per la rieducazione e il reinserimento delle persone detenute, a causa dell'azzeramento dei finanziamenti regionali, ed infine la mancanza di risorse per le attrezzature di sicurezza, come ad esempio le telecamere di sorveglianza diffuse". Anche in questo caso la richiesta alla Giunta è di "intervenire per ridurre di almeno 165 unità il numero dei detenuti, per raggiungere un'adeguata pianta organica del personale e per stanziare i fondi necessari alla ristrutturazione del carcere e allo svolgimento dell'attività di sicurezza e vigilanza".
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Venerdì 10 Giugno 2011 00:00 |
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10 giugno 2011 - Restano aperte sino al 3 luglio le mostre delle Regioni allestite nella capitale per ricordare il contributo che le diverse realtà territoriali del Bel paese hanno dato alla costruzione dell'Italia unita. Alla mostra d'arte allestita al Vittoriano, che in 80 opere 'racconta' un secolo e mezzo di produzione artistica delle Regioni italiane, e al padiglione delle eccellenze regionali ospitato dal Palazzo di Giustizia a Trastevere oggi ha reso visita anche una rappresentanza di consiglieri regionali del Veneto, guidati dal presidente del Consiglio Clodovaldo Ruffato. Nel corso della visita, che ha toccato anche il Museo nazionale del Risorgimento e si è conclusa al palazzo del Quirinale, il presidente Ruffato e i consiglieri regionali (Laura Puppato, Franco Bonfante, Roberto Fasoli e Claudio Sinigaglia del Pd, Raffaele Grazia e Stefano Peraro dell'Udc) hanno ribadito, ancora una volta, come la partecipazione del Veneto alle manifestazioni nazionali romane sottolinei, non solo simbolicamente, l'apporto attivo che i veneti hanno dato alla costruzione di una Italia unita e il sentimento di appartenenza nazionale che accomuna la gente veneta ed è radicato nell'identità regionale. Con questo spirito il Veneto si prepara ad accogliere la settimana prossima il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che venerdì 17 giugno inaugurerà la stagione lirica all'Arena di Verona, assistendo alla prima della "Traviata" di Giuseppe Verdi. "Lo accoglierò ancora una volta a nome di tutti i veneti", anticipa Ruffato, che insieme al sindaco di Verona Flavio Tosi farà gli onori di casa all'illustre ospite che, per la sua carica e la sua personalità, è diventato il simbolo stesso dell'unità nazionale. Il presidente Napolitano è poi atteso in Veneto anche il 28 ottobre, per il concerto organizzato dal Consiglio regionale del Veneto alla Fenice, presenti i sindaci dei 581 comuni della Regione. Nel mese precedente il Consiglio veneto promuoverà il 12 settembre al Teatro sociale di Rovigo un evento-spettacolo sui moti carbonari e il contributo dei primi patrioti polesani alla causa unitaria. E il 28 settembre, a Brno (Repubblica Ceca) l'assemblea legislativa del Veneto organizzerà un convegno sul ruolo e il lascito dei prigionieri italiani detenuti nella fortezza asburgica dello Spielberg. Infine, tra le iniziative promosse e finanziate dal Consiglio regionale (che, unico in Italia, ha assunto la regìa diretta dei festeggiamenti) proseguono le rappresentazioni teatrali itineranti su personaggi, canti e testi del Risorgimento curate da Emilio Franzina, mentre si sta avviando a conclusione anche la fase di selezione dei migliori lavori prodotti dalle scuole superiori del Veneto sull'Unità d'Italia: testi, elaborati, rappresentazioni teatrali e contributi audio e video saranno premiati nell'ambito di Expo scuola, in fiera a Padova ai primi di novembre. Il Consiglio regionale stesso si prepara a diventare, a partire dal 28 ottobre, sede di una mostra storico-documentaria sul Risorgimento veneto e il contributo dei veneti all'unificazione, che sarà curata dallo storico Mario Isnenghi. In dirittura d'arrivo anche l'altro progetto che ha coinvolto le scolaresche del Veneto: la redazione di quattro numeri della "Gazzetta veneta" giornale online in veste risorgimentale che ha dato vita, voce e colore ai protagonisti della nostra storia di ieri e di oggi.
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Martedì 31 Maggio 2011 00:00 |
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Pubblico il comunicato stampa predisposto dall'Ufficio stampa del Partito Democratico Veneto e già apparso sul portale del Consiglio Regionale
31 maggio 2011
Vertenza ALSTOM: Pd, impedire chiusura sede di Verona
(Arv) Venezia 31 mag. 2011 - "L'ipotesi del trasferimento della sede Alstom (impianti ferroviaria) di Verona a Bologna va scongiurata: è doveroso in questo senso che la Giunta regionale intervenga presso il Ministero del lavoro per salvaguardare i posti di lavoro". Lo affermano,in una nota, i consiglieri regionali veronesi del PD, Roberto Fasoli e Franco Bonfante che sulla vicenda hanno presentato un'interrogazione. "L'annuncio del trasferimento - affermano i due consiglieri - getta in una situazione di incertezza e difficoltà decine di lavoratori e le loro famiglie, soprattutto perché dal nuovo piano industriale emerge che dei 65 trasferimenti da Verona a Bologna ne servono in realtà solo una minima parte e non è chiaro come l'azienda intenda utilizzare gli eventuali esuberi". "La chiusura del sito di Verona - concludono Fasoli e Bonfante - porterebbe ad una perdita anche in termini di competenze tecnologiche molto avanzate in ambito ferrotranviario. La Giunta parli chiaro: dica se ha intenzione di permettere lo smantellamento di un altro pezzo di alta qualità produttiva veneta o se vorrà fare e come una legittima battaglia a difesa di questa realtà".
GAG/ll/1105
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Domenica 29 Maggio 2011 00:00 |
BORGHEZIO su MLADIC, il boia di Sebrenica:" I patrioiti sono patrioti e per me lui lo è. Quelle che gli rivolgono sono accuse solo politiche. Io lo andrò a trovare". Non servono commenti! In compenso SALVINI a Milano comincia a capire le ragioni dei loro problemi e afferma che quelle del premier "sono solo sciocchezze che non hanno aiutato la nostra campagna elettorale; il voto va rispettato, io non sono tra quelli che dicono che chi vota per gli altri è iun cretino". Da "la Repubblica di sabato 28 maggio 2011.agn
Chissà perchè ma ho un bel presentimento. Incrocio le dita e aspetto domani. Potrebbe essere un giorno importante.
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